BOLOGNA

# Pianta della città di Bologna, Wagner & Debes, Leipzig, 1877

Bologna, negli anni successivi all’Unità d’Italia, inizia il suo processo di emancipazione e laicizzazione dal precedente governo pontificio. L’Università rifiorisce e così la vita culturale della città. Sul fronte economico la città all’indomani dell’Unità si trova però molto indietro rispetto ad altre realtà italiane. Bologna da città povera, caratterizzata da forti contraddizioni sociali, nel periodo postunitario inizia un lento processo di modernizzazione delle infrastrutture e del tessuto industriale e manifatturiero. Gli anni Ottanta con l’Esposizione Emiliana (1888) rappresentano il momento di massima espansione della città che si era già dotata di quelle infrastrutture necessarie a competere con altre città italiane.

In particolare sarà la borghesia liberale, con tutte le sue contraddizioni, a guidare la rinascita della città, cercando di colmare il divario con il Paese e con l’Europa. Bologna e il suo territorio cambiano volto e si collegano con il resto dell’Italia: viene inaugurata la stazione ferroviaria (1859), segno importante della modernità che stava avanzando. Nascono nuove strade più ampie (via Farini, piazza Cavour, via Rizzoli). Anche il tram rappresenta il segno di questa modernizzazione (la rete tramviaria viene inaugurata nel 1880).

Anche la vita culturale si diversifica con una proposta più incline a soddisfare i gusti e i desideri della nuova classe borgese. I teatri minori, con un offerta artistica più variegata, saranno i veri protagonisti della rivoluzione culturale bolognese, che con spettacoli disimpegnati aiutano la città a smarcarsi dall’impronta cattolica. Ma a livello più “alto” Bologna gioca un ruolo fondamentale nel panorama nazionale per essere la prima città d’Italia a mettere in scena un’opera di Wagner. Le rappresentazioni del 1871 segnano l’ingresso di Bologna nel circuito della prime nazionale, ma anche la sua scoperta vocazione a diventare la città dell’avvenire.